I professionisti della politica, venivano definiti così in passato coloro che si occupavano di politica a tempo pieno.
Il termine aveva assunto un significato negativo poiché indicava coloro che se ne occupavano a tempo pieno e non avevano un loro lavoro, quasi degli impiegati della politica.
Dopo gli scandali di Tangentopoli, alla fine della cosiddetta prima repubblica, si è cercato di prendere in prestito dalla cosiddetta società civile persone che potessero sostituire i professionisti della politica, non più professionista ma dilettanti.
In questi giorni si parla dell’inizio della terza repubblica, pare che la seconda non sia stata migliore della prima almeno secondo alcuni osservatori...
Dicevamo professionisti della politica in senso dispregiativo, ma è proprio così, è proprio vero che coloro che si sono improvvisati politici in questi ultimi tempi si siano comportati meglio dei vecchi della prima repubblica? Alcuni personaggi dicevamo sono stati presi dalla cosiddetta società civile, qualcuno spieghi bene cosa significa società civile, altri sono personaggi venuti dalle seconde e terze file della prima repubblica, sono i cosiddetti colonnelli.
Non sappiamo ancora se nascerà la terza repubblica, non sappiamo chi ne sarà protagonista, quali saranno i risultati, ci faranno eventualmente rimpiangere le prime due epoche? Sono meglio i professionisti della politica vecchio stile o i presunti nuovi, quelli improvvisati? Sempre più spesso cresce la consapevolezza che non si può improvvisare specialmente in un “mestiere” come quello della politica. Era meglio come dice quando era peggio?
Ovviamente di riflesso la situazione nazionale la possiamo traslare a livello nostrano. Anche nella nostra città esisteva la prima repubblica, una classe dirigente composta da persone che della politica spesso ne hanno fatto il loro mestiere, senza offesa per nessuno, sono i fatti.
Poi anche è arrivata la voglia di rinnovare a tutti costi, via la vecchia classe politica, prendiamo i primi che passano. Si diceva: qualsiasi persona votiamo e va al comune è meglio di questi... cambiamo, almeno ci va gente nuova.
È stato così? Abbiamo avuto vantaggi per la città azzerando la vecchia classe politica attingendo dall’elenco telefonico? Abbiamo avuto un miglioramento quando dopo l’esperienza Recchia abbiamo deciso che tanto: peggio di così...
La domanda nasce spontanea: possiamo per la prossima volta, a primavera, attingere ancora dall’elenco telefonico?
Vogliamo accettare tutto questo al buio oppure vogliamo ragionare e pretendere di fare un minimo di selezione?
Vogliamo fare una scelta oculata oppure vogliamo chiudere gli occhi e sbagliare di nuovo e magari dovercene pentire dopo pochi mesi?
È meglio il vecchio? È meglio il nuovo?
Come al solito la verità è nel mezzo, occorre trovare il giusto compromesso tra vecchio e nuovo, bisogna capire cosa è meglio per la nostra città.
A proposito di vecchio, è il caso di chiarire cosa si intende per vecchio, siamo nel periodo della rottamazione e, questa frase fa storcere il naso a molta gente. Con questo termine si intende colui che da diversi anni è in politica, non è una questione anagrafica...
Queste persone sia ben inteso non necessariamente vanno tutte rottamate, forse è il caso di rottamare qualcuno che è al primo mandato e ha prodotto poco per la nostra città...
Esiste poi un’altro tipo di vecchio, colui che si occupa di politica e vuole occupare la politica, la vuole mantenere per sé, al limite la tiene stretta per la sua famiglia, un figlio, un nipote, un cugino, un parente in genere...
Ovvio che in questo caso gli altri militanti di partito si incazzano un po’, giustamente dicono: prima tu, ora tuo figlio e, a noi non tocca mai...
Basta vedere al nazionale, un esempio per tutti: Umberto Bossi, ha piazzato il figlio... non mancano analogie in locale... e che diamine!
Dicevamo giusto mix, vecchio e nuovo insieme, ognuno con le sue esperienze, con le sue idee, I suoi sogni, con le sue necessità, ognuno è complementare all’altro, insieme il vecchio ed il nuovo può riscrivere la storia della nostra città.
Vecchio e nuovo insieme sì, nepotismo politico no!
I vecchi che in passato si sono mostrati poco saggi, poco produttivi per la collettività sono sicuramente da rottamare... Al contrario coloro che hanno dato prova di capacità, che hanno prodotto con le loro azioni un vantaggio per la città vanno recuperati, vanno affiancati con persone giovani e che hanno voglia di fare.
Spesso per indicare un vecchio che ritorna si usa dire: a volte ritornano... ma sono mai andati via?
A volte si sono ritirati momentaneamente a vita privata, hanno aspettato che si calmassero le acque e poi al momento opportuno con dei veri e propri blitz si sono ripresentati al giudizio degli elettori, complici alcuni ingenui, sono stati rieletti!!!
A primavera si vota, apriamo gli occhi, troviamo nuova linfa per la città, esperienza sì, indecenza no...
Non è un discorso fatto giusto per dire qualcosa, è la pia speranza di vedere un destino migliore per la nostra città, per nostri figli e per le future generazioni di terracinesi...
In conclusione, meglio i vecchi volponi della politica capaci e competenti oppure è meglio votare giovani dilettanti incapaci...
Meglio diversificare il voto, salvare il salvabile e rottamare l'indecente, il nulla, coloro che hanno ampiamente dimostrato di mirare solo alla poltrona per sistemare i fatti personali e quelli di qualche amico...
Ad intenditore poco parole...
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