Sondaggio semiserio sulle scelte del Sindaco Procaccini in merito all'alleanza con Gianfranco Sciscione...

Procaccini ha fatto bene ad allearsi con Sciscione?

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sabato 22 maggio 2010

Chiedono voti per stare seduti ma poi restano in piedi!

Prendo spunto per questo pensiero da un articolo pubblicato dal sito Terracina Rialzati in riferimento all'ultimo Consiglio Comunale.
Non entro nel merito dei contenuti discussi durante i lavori, voglio solo riflettere e magari far riflettere altri sull'atteggiamento dei nostri "beniamini".
Chiedono i voti per sedersi ma poi preferiscono girovagare per il palazzo, questo evidentemente è segno di poca considerazione per i colleghi che restano seduti per ascoltare e per parlare.
Poco rispetto anche per i cittadini che li hanno eletti per farsi rappresentare, uno pensa che mentre è in corso una discussione per decidere e deliberare "fatti" inerenti la città, coloro che abbiamo scelto per farci rappresentare sono al loro posto, evidentemente non è così.
È comprensibile un'uscita per fumarsi una sigaretta, per andare in bagno, per un motivo eccezionale, cosa inaccettabile, il continuo via vai dai posti assegnati, spesso il Presidente del Consiglio è costretto al richiamo dei consiglieri in aula.
Disprezzo per i colleghi e per il popolo, se stare seduti sui banchi è scomodo, la prossima volta per favore restate a casa non mettetevi in lista, non vorremmo avervi sulla coscienza.
Non chiedete voti al popolo, dimostrate più rispetto per le istituzioni, per voi stessi e per gli altri.

Maurizio Caringi

giovedì 20 maggio 2010

Politica terracinese

La prima definizione di "politica" (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell'ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso "fa politica" anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.

(www.wilikpedia.it)

Prendo spunto per questa mia riflessione dai titoli tratti da alcuni giornali locali dei giorni scorsi, finalmente a Terracina si ritorna a parlare di politica. Altro materiale per questa analisi riguarda la trasmissione di Germano Bersani di martedì 18 maggio 2010 su TerracinaTV, la presenza della signora Anna Marigliani del Comitato parchi e del prof. Sanalitro, è la dimostrazione di quanto enunciato nel testo introduttivo. Anna Marigliani ed altri cittadini, sono passati dalle parole ai fatti, armati di tanta buona volontà si sono occupati della pulizia di alcuni parchi e, a suo dire, continueranno in questa azione di "aiuto" all'amministrazione comunale. Esempio di come si debba agire di più e parlare di meno, non solo protesta ma azioni concrete. La città non è di questa o di quella amministrazione, la "polis" è un bene di tutti, bisogna tutti insieme concorrere alla crescita ed allo sviluppo del bene comune. Fare politica significa partecipare attivamente con idee e proposte alla cosa pubblica, criticare ed agire nel caso in cui l'azione sia più efficace della protesta. Se evidentemente il cittadino non ritiene valida l'azione amministrativa, ci sono tempi e modi democratici per esprimersi, ad esempio nel segreto delle urne.
Maurizio Caringi


martedì 11 maggio 2010

Lazio regione a statuto speciale

Da diversi anni ormai si parla di federalismo fiscale e da più parti si paventano ancora oggi ipotesi di secessione del Nord dal resto dell'Italia, lo stesso Presidente della Repubblica in più occasioni ha richiamo all'unità del paese.
Ebbene, pare che il federalismo fiscale dovrebbe presto arrivare, mentre alcuni partiti politici si oppongono a questo, altri sono pienamente favorevoli.
Tornando alla nostra Regione, nei giorni scorsi si è iniziato un percorso che dovrebbe portare alla formazione di una "Regione delle Province", da più parti si sono levati cori di proteste, anche a livello nazionale, molti temono che ciò possa portare a dei svantaggi per una Regione così costituita, i promotori dell'iniziativa al contrario, sostengono che tutto questo possa dare maggiori risorse ed opportunità di sviluppo alle province "federate".
Evidentemente, chi oggi detiene la responsabilità ed il privilegio di gestire tutte le risorse economiche dell'intera regione, non ha interessi a che parte del bilancio venga "devoluto" ad altri soggetti.
Chi invece, come il presidente della nostra provincia Armando Cusani crede che maggiori risorse gestite in proprio, possano rappresentare una maggiore opportunità di crescita per la nostra economia provinciale. Cusani ed altri, ovviamente vedrebbero di buon occhio una sorta di devoluzione delle risorse direttamente nelle casse provinciali.
Nelle recenti elezioni regionali, le provincie hanno contribuito in maniera forte e determinante all'elezione del presidente Polverini, tuttavia secondo alcuni, le stesse province sono state penalizzate nella formazione della Giunta Regionale, Latina ad oggi ha un solo Assessore Regionale, Frosinone invece, non ha ottenuto nessun Assessore Regionale, tutto questo ovviamente a portato ad un'accelerazione dei "moti" indipendentisti.
La nostra Regione è una regione speciale, poiché ospita a Capitale dello Stato, ovviamente la Capitale distoglie risorse ed attenzione rispetto alle province minori, Roma Capitale dovrebbe presto ottenere "poteri speciali", perché non dotare anche la nostra regione di uno statuto speciale, uno statuto che preveda una sorta di federalismo provinciale, dove ogni provincia diventa autonoma e federata in una Regione a statuto speciale?
Forse in questo modo si avrebbero per ogni singola provincia risorse in grado di contribuire ad una maggiore crescita del territorio, tutte le province insieme farebbero crescere il Lazio e, probabilmente tutti sarebbero un po più contenti, tranne quelli che oggi decidono per tutte le province e per tutti cittadini del Lazio.

venerdì 7 maggio 2010

La città degli asini

Volevo discutere di un'altro argomento, ma poi, mi ha colpito un'altro fatto cittadino: "la città degli asini."
Ieri pomeriggio mentre ero "adagiato" sul divano, stanco della noia ho "zappingato" con il telecomando e udite, udite, chi mi incontro: il noto opinionista politico nonché neo conduttore su TerracinaTV Germano Bersani che si preparava in un dirompente numero della sua striscia quotidiana.
Germano molto accalorato iniziava a parlare di asini e di capre e visto che il fatto mi ha incuriosito, oggi l'ho aspettato "al varco", volevo vedere dove voleva andare a "parare", risultato: oggi ancora asini e ne spiegava il motivo!
Secondo la sua tesi, la città sarebbe governata da asini, la città li avrebbe bocciati perché incapaci, per questo motivo sono stati da lui definiti asini.
Speriamo che nei prossimi servizi non continui con la storia degli asini e magari gli viene voglia di definire asini coloro che hanno votato gli amministratori, perché se così fosse da un momento all'altro la città sarebbe "invasa" da asini.
In ogni angolo della città si vedrebbero e si sentirebbero ragliare degli asini, non ci sarebbe più pace, la notte sarebbe difficile dormire, il giorno non si potrebbe più circolare, la città sarebbe abitata da asini!
Speriamo bene per noi, speriamo che Germano ci risparmi!
Buon lavoro Germano e attento agli asini!
Maurizio Caringi

venerdì 30 aprile 2010

Un problema, due soluzioni!

C'è chi accusa l'amministrazione comunale di immobilismo, c'è chi al contrario accusa l'amministrazione di muoversi male.
Dopo le note vicende di Latina dove alcuni consiglieri della maggioranza che sosteneva il sindaco Zaccheo, hanno pensato bene di rassegnare le proprie dimissioni con il risultato che ora sono tutti a casa.
A Terracina, l'amministrazione guidata da Stefano Nardi, nonostante da più parti si chiede con insistenza la "testa" del primo cittadino, almeno fino ad oggi regge.
Esistono almeno due scuole di pensiero: una sostiene che per il bene della città sarebbe opportuno un commissario per "risolvere" tutti i problemi.
Altri, al contrario sostengono che l'arrivo del commissario rappresenti una sconfitta per la classe politica.
Ora se ovviamente da una parte l'opposizione ha interesse all'arrivo del commissario, probabilmente perché tra l'altro secondo il modo di vedere di alcuni, l'opposizione evidentemente non ha altri argomenti, il discorso potrebbe essere diverso per i componenti dell'attuale maggioranza.
Come si può ipotizzare nel caso di Terracina sfiduciare Nardi e poi dopo un anno presentarsi ai propri elettori di Centro Destra e chiedere di nuovo fiducia per "accudire" gli interessi della città?
Forse qualcuno vuole evidenziare una discontinuità con il passato non troppo remoto, far dimenticare le proprie responsabilità politiche nelle passate amministrazioni?
Il paese è piccolo, difficilmente avverrà un'amnesia totale, anche tra un anno i nostri ricordi probabilmente saranno ancora vivi, forse saremo in grado di ricordare chi ha fatto e chi semplicemente non ha fatto, ma questa è un'altra storia.

mercoledì 21 aprile 2010

Una città senza regole?

Negli anni passati da più parti si auspicava la messa in campo di iniziative tese a migliorare l'offerta turistica della nostra città, ad esempio l'ingresso a pagamento al Tempio di Giove, l'utilizzo degli arenili pubblici a pagamento, il parcheggio a pagamento, ecc, ecc, ecc.
Ebbene, queste regole vanno bene per gli altri ma non vanno bene per noi, il biglietto di ingresso al Tempio, lo dovrebbero pagare solo gli altri perché "io sono terracinese", la spiaggia deve essere gratis per me perché "io sono terracinese", la sosta a pagamento va bene per gli altri ma non per me perché "io sono terracinese".
Praticamente, tutto quello che avviene altrove, va bene in altre città ma non si può fare a Terracina dice il cittadino "perché io sono terracinese", si deve poter occupare i marciapiedi con tavoli ed altro senza pagare niente al comune "perché io sono terracinese", devo poter parcheggiare gratis ovunque, anche sui marciapiedi e nessuno mi deve dire niente "perché io sono terracinese".
Io devo poter portare a spasso il mio cane, "zozzare" la città e nessuno mi deve dire niente, posso buttare carte per terra, riempire le piazze con gomme americane, ecc.
Devo potere attaccare locandine ovunque senza pagare niente, devo poter rompere le cose pubbliche, imbrattare i muri, scarabbocchiare il Tempio di Giove, entrare nel parco pubblico con la bici, giocarci con il pallone, devo poter fare tutto questo perché io sono terracinese, gli altri devono rispettare le regole, io no!
Si è parlato per anni di fare semplici cose, come del resto fanno in tante altre città, ma nel momento in cui vengono attuate da noi, ci arrabbiamo, si dice che tanto sono cose che servono solo a fare cassa, ebbene, anche se fosse, forse le altre città lo fanno per fare dispetti ai cittadini?
Cari concittadini, veramente vogliamo tutto questo, veramente vogliamo crescere e vivere in una città senza regole, dove ognuno può liberamente fare a meno delle più elementari regole e fare i propri comodi?

sabato 17 aprile 2010

Candidato... per forza

SI chiama Nicola Procaccini e finora, più che per capacità politiche, si è segnalato per i suoi legami «famigliari», ma il coordinatore del Pdl pontino Claudio Fazzone lo vuole ad ogni costo prossimo sindaco di Terracina. E non importa se il giovanotto, completamente avulso dalla realtà locale, viva da un pezzo a Roma, e a Terracina si veda solo per le feste. Pare che da Fondi Fazzone abbia già dato disposizioni agli ex Forza Italia di Terracina: il successore di Nardi, alla scadenza del mandato o anche prima (con quello che accade in provincia non ci sarebbe da stupirsi se lo facessero cadere prima) dovrà essere Procaccini jr. Con buona pace dei Serra, dei Ferrari e degli altri che in questi anni sono stati sulla breccia coltivando l’aspirazione di proporsi per la candidatura a sindaco. Un candidato imposto dall’alto: peraltro già da mesi, assicurano i bene informati. Perché Fazzone spinga tanto per Procaccini è presto detto: innanzitutto perché il giovanotto è figlio di Maria Burani, insalutata parlamentare di Forza Italia che a metà degli anni 90 nominò assessore alla Provincia l’attuale senatore fondano. Ma c’è di più. Basta scorrere l’organigramma del Ministero della Gioventù per seguire il filo di una candidatura altrimenti improbabile. Nicola Procaccini risulta “portavoce”, non si sa bene con quali compiti precisi, del ministro Giorgia Meloni (alla quale pare sia stato legato anche da tenera amicizia): la stessa che nel 1997 lo nominò commissario provinciale di Azione Giovani, ma soprattutto la principale artefice del mancato scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Fondi. Riferiscono sia stata lei, in Consiglio dei Ministri, a manifestare le prime perplessità sulle due minuziose relazioni del prefetto Frattasi e sulle conseguenti richieste di scioglimento a firma del ministro Maroni. Mesi di dubbi amletici indotti dalla “ministra”, poi a Fondi sono arrivate le dimissioni «spontanee» di sindaco e consiglieri (tempo quarantott’ore dal segnale convenuto di Fazzone) ed il Governo, ispirato dalla Meloni, ha alzato le mani: come dire, tanto si sono sciolti da soli. Viene da sé che ora Fazzone, in vista delle amministrative (a Terracina si voterà tra un anno), non potrà dire di no alla candidatura di Procaccini e soprattutto alla Meloni alla quale deve il mancato scioglimento del Consiglio comunale di Fondi. E poco importa se il Comune di Terracina, disastrato anche da quattro anni di «balletti» degli ex Forza Italia, nel dopo Nardi avrebbe bisogno di una guida politica ed amministrativa autorevole. Che Procaccini jr non potrà essere. Giovanni Stravato (Latina Oggi 16 Aprile 2010)

mercoledì 14 aprile 2010

Nicola Procaccini, falso allarme o c'è di più.

Nei giorni scorsi sono apparse sulla stampa locale delle notizie relative alla eventuale candidatura di Nicola Procaccini alla carica di sindaco della nostra città alle prossime elezioni.
Fino a questo punto niente di strano, il suo nome ormai circola negli ambienti dei bene informati già da qualche tempo. Il fatto che ha destato interesse, è stato quello dell'eventuale "sponsorizzazione" da parte del neo consigliere alla Pisana Gianfranco Sciscione, tra l'altro subito smentita dallo stesso Sciscione.
Non si capisce bene se è stato un "azzardo giornalistico", oppure se la notizia sia stata fatta trapelare da parte di qualcuno vicino al neo consigliere, oppure se si tratta solo di un'ipotesi di "prova generale" per testare le eventuali reazioni da parte di altri interessati alla candidatura a sindaco di Terracina.
Del resto, se dovesse verificarsi una crisi al nostro comune, se all'attuale amministrazione venissero a mancare i numeri per governare, sarebbe opportuno presentare un nome per "testare" il favore dell'elettorato.
Certamente è prematuro parlare di candidature, tuttavia, sarebbe ragionevole tenersi pronti per ogni evenienza.
Ad oggi non sappiamo come andrà a finire la crisi al comune di Latina, crisi che se eventualmente ci sarà, con ogni probabilità potrebbe coinvolgere anche il nostro comune, staremo come sempre alla finestra ad aspettare segnali, di guerra o di pace, nei prossimi giorni si saprà se la crisi a Latina si risolverà come una bolla di sapone oppure se ci saranno risvolti negativi per la Giunta Zaccheo.
Nei prossimi giorni, con molta probabilità tutti questi dubbi verranno risolti.

sabato 10 aprile 2010

Terracina, il Centro-Sinistra ed il consenso elettorale

In occasione delle ultime consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Regionale del Lazio. il Centro-Sinistra locale non è andato oltre il 27,47% (fonte ministero Interni) dei consensi espressi dai terracinesi.
Il Centro-Destra, contrariamente a quello che si sente in giro in questi ultimi tempi con riferimento all'attuale situazione Politico-Amministrativa terracinese, nonostante tutto è riuscita a portare a casa il 72,36% dei voti espressi a Terracina.
A questo punto, come diceva un noto presentatore televisivo, la domanda nasce spontanea: nonostante tutto, il Centro-Destra è credibile è stato bravo in questi anni, oppure si tratta semplicemente di incapacità del Centro-Sinistra di creare aggregazione di uomini e idee su un progetto di città valido e credibile, alternativo al Centro-Destra?
Il Centro-Sinistra, riuscirà in quest'ultimo pezzo di legislatura (se non succede niente prima) a creare i presupposti per partecipare a pieno titolo alla prossima campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale?
Se si paragonano i risultati della Lista Polverini, 14.681 contro i 5.574 della Lista Bonino, si nota in modo evidente il grande divario che c'è tra i due schieramenti politici, anche se come dice il saggio ogni elezione è un caso a parte.
Altra considerazione da fare, mentre nel Centro-Destra esiste un'abbondanza di papabili alla carica di sindaco, forse pure troppi, nel Centro-Sinistra, almeno dalle voci del popolo, la lista dei nomi non appare almeno per il momento così popolosa.
Si cerca forse di mantenere il nome segreto per evitare le cosiddette "bruciature", è credibile una candidatura tenuta "ibernata" fino alla fine?
Riuscirà il Centro-Sinistra a creare una lista credibile di candidati?
Ovviamente queste sono solo delle riflessioni ad alta voce, sicuramente c'è già al lavoro il "consiglio dei saggi" capace di tirare fuori dal cilindro il nome di colui che il al prossimo giro darà battaglia per la conquista del "palazzo".
Staremo a vedere, vedremo se nel frattempo dall'altra parte arrivano segnali di guerra, oppure se si riesce a raggiungere un clima di serenità per completare in modo "naturale" l'attuale legislatura.