Sondaggio semiserio sulle scelte del Sindaco Procaccini in merito all'alleanza con Gianfranco Sciscione...

Procaccini ha fatto bene ad allearsi con Sciscione?

Visualizzazione post con etichetta Armando Cusani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Armando Cusani. Mostra tutti i post

giovedì 26 maggio 2011

Pdl terracinese ricontarsi per contare...


È passato poco più di un anno dalle elezioni regionali nel Lazio dove Renata Polverini ha vinto il confronto con Emma Bonino.
Sembra un secolo, poco più di un anno... Tutti ricorderete che seguito dell’esclusione della lista del Pdl nella capitale, il Pdl romano per non restare “orfano” adottò la lista che faceva capo al presidente della regione Renata Polverini... ebbene nessuno poteva immaginare che da questo sarebbe successo il finimondo.
Difatti, la lista Con Te ha raggiunto un ottimo risultato tanto da spingere la Polverini a utilizzare la lista anche in occasione delle amministrative di quest’anno.
Sono diverse le città dove la lista Con Te si è presentata al giudizio degli elettori, tra queste c’è la nostra città.
Lo scorso anno a seguito dell’esclusione della lista del Pdl Romano era stato eletto al consiglio della Pisa il nostro concittadino Gianfranco Sciscione, poi a seguito di un ricorso la sua breve carriera è stata stroncata sul nascere...
Da questo e forse da altre considerazioni ne è nata la sua candidatura alla guida della nostra città, difatti come sappiamo Sciscione domenica prossima va al ballottaggio insieme a Nicola Procaccini, candidato del Pdl ufficiale.
Sin dai primi giorni i rapporti tra le liste del Pdl e le liste Città Nuove - Con Te non è stato dei più facili... Scambi di accuse si sono susseguiti, la lista del Pdl locale è sostenuta dal coordinatore provinciale Claudio Fazzone, da molti mal digerito.
A fianco di Procaccini si sono schierati oltre che Fazzone, il presidente della provincia Armando Cusani e altri politici locali, tra cui vale la pena di ricordare l’Udc del senatore Forte, la Destra di Francesco Storace, il partito Repubblicano, il Pdl, quello ufficiale e la lista Procaccini.
A favore di Sciscione è scesa in campo la stessa Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ed il consigliere regionale Stefano Galetto.
Naturalmente c’è stato durante la campagna elettorale il sostegno di esponenti esterni alla nostra provincia, sia per Procaccini sia per Sciscione.
A favore di Procaccini si sono spesi diversi ministri e deputati, per Sciscione sono scesi in campo diversi consiglieri e assessori regionali, legati ovviamente alla presidente Polverini...
Ricordate il servizio di Striscia la Notizia? Ebbene, quella fu la goccia che fece traboccare il vaso, nella nostra provincia probabilmente il Pdl non è mai nato, da una parte gli ex Forza Italia, dall’altra gli ex Alleanza Nazionale, da un lato Claudio Fazzone, dall’altra Vincenzo Zaccheo...
Renata Polverini è stata eletta con i voti dei due schieramenti, si sono forse mischiate le carte, oggi c’è probabilmente la necessità di ricontarsi per contare...
La guerra non finirà molto presto, anzi forse è appena iniziata, ognuno cerca il consenso necessario per stabilire la propria supremazia all’interno della provincia di Latina e forse nell’intera regione.
La situazione forse è sfuggita al controllo dei vertici nazionali, mentre Fazzone è organico al PDL, Renata Polverini è un cane sciolto, non risponde a nessuno, è libera di muoversi, nemmeno Berlusconi può controllarla, l’unica via sarebbe una crisi in regione Lazio... Si arriverà a questo?
Il sindaco Alemanno con il suo sostegno a Sciscione ha sfidato il Pdl ufficiale, la cosa finirà qui? Difficile dirlo, la macchina bellica si è messa in moto, difficile fermarla, qualche morto lungo la strada certamente lo dovrà lasciare, le cose si sono spinte troppo in avanti...
È imperativo ricontarsi per contare in futuro...

mercoledì 10 novembre 2010

PDL e FLI: fratelli di sangue...

Difficile capire in questo momento come andrà a finire tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, ci sarà un riavvicinamento, la crisi si farà più acuta, si troverà un compromesso, una soluzione, non è ancora chiaro tutto ciò. Giovedì prossimo ci dovrebbe essere un incontro tra Fini e Bossi, aspettiamo per vedere quali saranno i risultati dall’incontro, ricordiamo che Bossi in passato ha sempre detto: se ci sarà crisi l’unica strada sono le elezioni. Evidentemente i sondaggi non promettono niente di buono o forse Bossi ha paura di una crisi al buio, forse ha paura che con un cambio di maggioranza ci potrebbero essere problemi per il federalismo, o forse c'è dell'altro...
Aspettando gli eventi, torniamo per un attimo in casa nostra, a quanto pare il FLI nostrano è nato, è noto a tutti che l’assessore Francesco Zicchieri ha ufficializzato l’adesione a FLI e, sembrerebbe almeno secondo notizie giornalistiche che la lista degli adepti si debba allungare...
Non sappiamo se tutto questo accadrà oppure se resteranno solo ipotesi, il problema non è questo, non stiamo analizzando la forza di FLI a Terracina, almeno non in questo momento, quello che possiamo fare ora è capire il rapporto che c’è stato, che c’è, e che ci sarà in futuro tra PDL e FLI.
Già, i rapporti tra i due partiti credo meritano attenzione, non possiamo almeno in questo momento ipotizzare PDL e FLI divisi, l’uno contro l’altro. A livello locale non si possono tenere conto dei numeri nazionali, dei sondaggi, la situazione è alquanto più complessa.
Immaginate in caso di crisi di governo, la nascita di un governo tecnico, magari un cosiddetto ribaltone a cui partecipa tra gli altri FLI ed il PD, sarebbe mai possibile replicare la cosa a livello locale?
Riuscite ad immaginare un accordo elettorale tra Francesco Zicchieri e Antonio Bernardi, solo per citarne alcuni?
Non credo che sia fattibile, il popolo terracinese riuscirebbe a capire come si possa passare da una situazione di opposizione tra i due schieramenti ad una situazione di alleanza?
Zicchieri attualmente è assessore, quindi amministra la città, Bernardi è all’opposizione, quindi contesta l’operato della Giunta, vi sembra credibile un’ipotesi di accordo fra cinque mesi?
La soluzione: due sono le ipotesi, una vede FLI, PDL, La Destra, PRI e altre liste concorrere insieme, l’altra ipotesi sarebbe quella già vista nel 2001, FLI e PDL uno contro l’altro, in tal caso la situazione sarebbe molto complicata, fantapolitica, forse...
Da questa seconda ipotesi chi ne verrebbe maggiormente penalizzato sarebbe proprio il PD, accadrebbe come nel 2001, la sinistra verrebbe schiacciata tra le due forze.
Immaginiamo per un’attimo che giovedì scoppia la pace tra Bossi e Fini, si arrivi ad una crisi pilotata, un nuovo esecutivo formato da PDL, FLI, Lega ed UDC, a questo punto la cosa per noi si potrebbe ulteriormente complicare.
In tal caso sarebbe immaginabile per ordini dall’alto, un candidato sindaco del centro destra appoggiato da PDL, FLI, PRI, La Destra e UDC?
Già, in tal caso anche l’UDC dovrebbe rientrare nel calderone, i segnali di rinnovamento lanciati in questi mesi? Le critiche mosse all’indirizzo dell’attuale amministrazione?
Aspettando di vedere come andranno a finire le cose, il consiglio saggio che deve essere dato a tutti può essere questo: calma e sangue freddo, ad ogni niente è definito... Accusare questa o quella forza politica crediamo sia prematuro, è possibile che in caso di accordi futuri tra i big nazionali, costringa poi fare passi indietro, non si farebbe una bella figura nei confronti della cittadinanza e nei confronti dei propri elettori.
Mi spiego, se fa pace Fini e Berlusconi, con tutta probabilità FLI e PDL correranno insieme, eventuali accordi terranno conto di Latina, Gaeta, Minturno e tutte le altre realtà in cui si vota, quindi evitiamo accuse di tradimento, voltafaccia ecc.
In conclusione PDL e FLI saranno nuovamente fratelli di sangue oppure la ferita è talmente profonda che è impossibile rimarginarla, puo darsi, forse, probabilmente, ognuno faccia la sua analisi...

sabato 6 novembre 2010

Terracinesi figli di ...

...nessuno, almeno politicamente parlando.
Già, noi terracinesi siamo un popolo di eletti ma, quando si tratta di elezioni non siamo in grado di eleggere nessuno, non abbiamo nessuno alla camera dei Deputati, non abbiamo nessuno al Senato della Repubblica, non abbiamo nessuno alla Pisana, a meno che non avvenga il miracolo e venga riconfermato Gianfranco Sciscione, non abbiamo nessuno in provincia, o meglio c'è Rossano Alla ma ovviamente conta poco perché è all'opposizione.
Sorge un dubbio, anzi più di uno, il primo è che forse noi terracinesi ci sentiamo un popolo superiore, non abbiamo bisogno di certe cosucce da poco, forse noi ci sentiamo ben rappresentati da coloro che siedono nelle stanze dei bottoni.
Del resto un deputato eletto in un collegio deve o almeno dovrebbe essere il deputato di tutti i cittadini del collegio, ma è sempre così? Forse, può darsi, probabilmente...
Spesso veniamo appellati come “sangue di pesce”, forse è il caso di dire che per “fortuna” qualche anno fa hanno deciso di venirci incontro togliendo al Fiorini il reparto di Ginecologia, grazie...
Da allora non nascono più sangue di pesce. Ma cittadini normali, c'è un problema, questi “nati fuori” ancora non votano.
Bisogna ricorrere ai soliti sangue di pesce, a coloro che non ritengono opportuno avere un “pinco pallino” nostrano nelle stanze dei bottoni e, allora cosa accade: semplice ad ogni elezione arriva qualcuno che ci vuole bene e, per non darci troppo fastidio, si fa carico lui di tutelare i nostri problemi, grazie ancora...
Molte città hanno un loro padrino, Terracina no, è vero si potrebbe obiettare che non tutti e 33 i comuni della provincia possono avere un “santo” in paradiso, è vero, ma forse sfugge un piccolo particolare: Terracina è la terza città della provincia, non è certamente l'ultimo borgo, con tutto il rispetto per i borghi. Puntualmente ad ogni elezione avviene il “miracolo”, dall'alto e non solo dei cieli, qualcuno pensa bene di dare il suo piccolo contributo alla crescita della nostra città e, visto che siamo in democrazia, tutti, sempre per il nostro bene fanno la loro parte con la spartizione dei pani e dei voti. A volte più che pani sono panini...
Un tempo avevamo onorevoli anche noi, per ultimo il compianto Fabrizio Abbate sottosegretario, Vincenzo Recchia deputato, consiglieri regionale e provinciali, per finire con l'on. Maria Burani, poi abbiamo deciso che era meglio mettere da parte questi nostri concittadini e passare sotto le ali protettrici di altri amici, che furbi...
A primavera si vota sicuramente per le comunali, forse si vota anche per la Camera e Senato, si dice che Armando Cusani voglia uscire dalla provincia ed approdare a Roma, in tal caso si apre anche la provincia, la domanda è questa: è mai possibile che in tutti questi ambiti non si riesce ad inserire un nostro concittadino? Eppure come detto Terracina non è e non può essere la cenerentola della provincia, vogliamo ritrovare quel senso di appartenenza alla città oppure vogliamo continuare ad essere, scusate il termine dei veri e propri CAZZONI!!!
Torniamo alla politica nostrana, è mai possibile liberarci dal pregiudizio che da anni ci opprime, se una persona la riteniamo valida, la dobbiamo ritenere tale indipendentemente dallo schieramento politico, se uno è un lestofante, rimane tale anche se cambia partito e concorre con il partito degli onesti. Ieri sera ho ascoltato il sindaco di Firenze Renzi, diceva proprio questo: in Italia si preferisce cambiare i nomi dei partiti mantenendo gli stessi personaggi piuttosto che rinnovare, rottamare i vecchi politici direi, senza offesa per nessuno, ma questa è un'altra storia....

sabato 5 giugno 2010

Zaccheo: La resa dei conti!

Ho voluto riprendere per questo intervento il titolo della prima pagina del quotidiano Latina Oggi, Zaccheo: la resa dei conti.
Anche se questo è un argomento che ai più potrebbe sembrare estraneo alla vita politica della nostra città, credo comunque sia interessante seguire gli sviluppi di questa vicenda del capoluogo pontino.
Vincenzo Zaccheo è un personaggio di spicco del PDL pontino, non è certamente l'ultimo arrivato e, a parte le polemiche che si sono sviluppate intorno alla sua figura dopo le vicende di Striscia la Notizia, vicende che pare avranno sviluppi clamorosi se verrà confermata "la trappola" di cui si parla in questi giorni, Vincenzo Zaccheo ha ancora molto da dire nello scenario politico del capoluogo.
Nella prossima primavera si terranno le elezioni a Latina, a Terracina e in altri comuni della provincia, i comuni che più ci interessano da vicino sono Latina e Terracina perché le sorti delle due città sono legate da un filo sottile.
Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, le scelte dei candidati alla carica del primo cittadino delle due città saranno legate in maniera forte, se ci sarà una ricucitura dello strappo tra il Pdl latinense, i nomi dei candidati probabilmente dovranno in un certo modo ristabilire un giusto equilibrio tra gli ex An e ex di Fi, tra l'assessorato alla regione, Zappalà in a quota FI e la presidenza della provincia incarico che è di Armando Cusani sempre Fi.
In questi giorni si fanno sempre più insistenti alcune voci secondo le quali il sindaco Nardi avrebbe in mente di fare un aggiustamento di Giunta, non sappiamo se questo avverrà e nel caso in cui ciò avvenga quali saranno i criteri adottati per la composizione della nuova Giunta comunale, ci saranno segnali relativi alla crisi di Latina?
Se a Latina non si dovesse trovare una soluzione alla crisi dei rapporti tra gli ex AN e gli ex FI, quali potrebbero essere le ripercussioni sulla nostra città? Accadrebbe come il 2001, An e FI in campo con due liste distinte e separate?
Oppure nonostante tutto si riuscirebbe a trovare una sintesi tra le due anime cittadine? Le componenti AN saranno unite contro le componenti FI? Staremo a vedere, intanto godiamoci questa estate ormai prossima, per il resto poi si vedrà!

venerdì 28 maggio 2010

Provincie autonome? Meglio tagliarle!

Per questo mio intervento mi viene in aiuto un fatto dalla cronaca nazionale di questi giorni relativa alla manovra del Governo circa il recupero di alcuni spechi ed il relativo taglio di alcune provincie.
Ipotesi poi successivamente smentita da ministro Tremonti, tuttavia, nel Lazio il sacrifico pareva dovesse toccare alla provincia di Rieti. Se questa ipotesi fosse stata confermata, probabilmente sarebbe venuta meno "l'alleanza" delle provincie laziali per costituire la Regione delle Provincie del Lazio.
Su questo aspetto, esistono almeno due "pensieri" da parte dei nostri politici locali, esiste la tesi sostenuta dal presidente Armando Cusani e cioè quella della regione delle Provincie, l'altra tesi è apparsa sulla stampa locale di questi giorni, ed è quella del senatore Claudio Fazzone il quale propone di abolire tutte le Provincie.
Delle due, non sappiamo quale sia l'ipotesi migliore, tuttavia una riflessione nasce spontanea: si accusa Roma di assorbire troppe risorse nei confronti delle "provincie periferiche", nonostante che queste ultime siano delle istituzioni presenti, in caso di abolizione, chi andrebbe a tutelare gli interessi delle città e dei territori più distanti da Roma?
La proposta del Governo, era riferita alle provincie con popolazione inferiore ai 220.000 abitanti, tale ipotesi, evidentemente non teneva conto delle dimensioni del territorio, limitandosi ad un taglio numerico basato sulla popolazione.
Le provincie nella pratica sono enti amministrativi, non hanno un ruolo legislativo, adottano le leggi nazionali e regionali, una volta mettevano le sigle sulle targhe delle auto, ora con le nuove targhe questo non avviene più.
Il Parlamento Europeo emana direttive ai stati membri, i parlamenti dei singoli stati approvano leggi nazionali, le regioni fanno leggi regionali, le province amministrano soltanto. È evidente che il ruolo delle provincie potrebbe se valorizzato essere un ruolo di coordinamento delle decisioni nazionali e regionali, tagliare le provincie e lasciare altri enti, ad esempio le comunità montane, probabilmente si andrebbero ad aggravare alcune funzioni amministrative, ma questo è il mio pensiero. Altro argomento, le leggi italiane, vengono prima discusse in parlamento, poi inviate al senato, poi ritornano alla camera dei deputati, ecc, la domanda è questa: ha ancora senso avere due parlamenti? Non sarebbe il caso forse di abolire un ramo del parlamento? L'Europa farebbe leggi per tutti gli stati membri, il parlamento italiano potrebbe legiferare per questioni nazionali, le regioni per temi regionali.
Così facendo, evidentemente ci sarebbe un'accelerazione delle leggi nazionali, si potrebbe certamente fare un taglio per le spese di un ramo del parlamento e ci sarebbe un maggiore controllo del territorio lasciando gli attuali ruoli alle provincie, anzi con maggiori deleghe da parte delle regioni. Le province possono amministrare i territori in maniera più efficace rispetto alle regioni poiché sono più vicine alle problematiche locali.
Maurizio Caringi

martedì 11 maggio 2010

Lazio regione a statuto speciale

Da diversi anni ormai si parla di federalismo fiscale e da più parti si paventano ancora oggi ipotesi di secessione del Nord dal resto dell'Italia, lo stesso Presidente della Repubblica in più occasioni ha richiamo all'unità del paese.
Ebbene, pare che il federalismo fiscale dovrebbe presto arrivare, mentre alcuni partiti politici si oppongono a questo, altri sono pienamente favorevoli.
Tornando alla nostra Regione, nei giorni scorsi si è iniziato un percorso che dovrebbe portare alla formazione di una "Regione delle Province", da più parti si sono levati cori di proteste, anche a livello nazionale, molti temono che ciò possa portare a dei svantaggi per una Regione così costituita, i promotori dell'iniziativa al contrario, sostengono che tutto questo possa dare maggiori risorse ed opportunità di sviluppo alle province "federate".
Evidentemente, chi oggi detiene la responsabilità ed il privilegio di gestire tutte le risorse economiche dell'intera regione, non ha interessi a che parte del bilancio venga "devoluto" ad altri soggetti.
Chi invece, come il presidente della nostra provincia Armando Cusani crede che maggiori risorse gestite in proprio, possano rappresentare una maggiore opportunità di crescita per la nostra economia provinciale. Cusani ed altri, ovviamente vedrebbero di buon occhio una sorta di devoluzione delle risorse direttamente nelle casse provinciali.
Nelle recenti elezioni regionali, le provincie hanno contribuito in maniera forte e determinante all'elezione del presidente Polverini, tuttavia secondo alcuni, le stesse province sono state penalizzate nella formazione della Giunta Regionale, Latina ad oggi ha un solo Assessore Regionale, Frosinone invece, non ha ottenuto nessun Assessore Regionale, tutto questo ovviamente a portato ad un'accelerazione dei "moti" indipendentisti.
La nostra Regione è una regione speciale, poiché ospita a Capitale dello Stato, ovviamente la Capitale distoglie risorse ed attenzione rispetto alle province minori, Roma Capitale dovrebbe presto ottenere "poteri speciali", perché non dotare anche la nostra regione di uno statuto speciale, uno statuto che preveda una sorta di federalismo provinciale, dove ogni provincia diventa autonoma e federata in una Regione a statuto speciale?
Forse in questo modo si avrebbero per ogni singola provincia risorse in grado di contribuire ad una maggiore crescita del territorio, tutte le province insieme farebbero crescere il Lazio e, probabilmente tutti sarebbero un po più contenti, tranne quelli che oggi decidono per tutte le province e per tutti cittadini del Lazio.