Troppo spesso si dice che i giovani sono superficiali, sono apatici non si assumono le proprie responsabilità, si interessano poco della politica, qualcuno tempo fa li ha definito bamboccioni, un “vecchietto” che faceva il ministro... Come sempre la verità è a metà via, non si può generalizzare, ci sono giovani che non hanno la minima intenzione di “crescere”, altri al contrario vorrebbero farlo, vorrebbero assumersi le proprie responsabilità, vorrebbero crescere anche politicamente e rendersi utili alla società.
Il ruolo principale dei giovani dovrebbe essere quello di affiancare e nel tempo sostituire coloro che per raggiunti limiti di età lasciano il lavoro, per raggiunti limiti di età non sono più idonei per svolgere determinate mansioni, lasciano la politica.
Il compito delle persone più esperte dovrebbe essere quello di formare i giovani, dovrebbero mettere la loro esperienza e la loro saggezza a disposizione dei giovani ed affiancarli nei ruoli e nei compiti che in futuro dovranno assumere e svolgere.
Ma sempre così? È sempre vero che i giovani declinano le loro responsabilità? È sempre vero che i giovani pur avendo la possibilità di partecipare in modo attivo alla crescita del benessere della società si rifiutano di farlo? Spesso in un determinato ambiente di lavoro avviene il naturale ricambio tra generazionì di lavoratori, per raggiunti limiti di età, per espansione del mercato, ecc, tutto questo crea opportunità.
In politica purtroppo non è così, a volte coloro che lasciano un posto di lavoro poi si riciclano in politica, poiché la politica non ha limite d'età, sindacalisti, insegnanti, impiegati e pensionati spesso, anzi troppo spesso si danno alla gestione della cosa pubblica.
Non ci sarebbe niente di male se non fosse per il fatto che la loro presenza limita in maniera massiccia la possibilità di inserimento dei giovani in politica. I giovani vengono accusati ingiustamente di essere poco attivi politicamente, del resto come potrebbero farlo?
Se un giovane pur avendone le capacita decidesse di occuparsi di politica troverebbe un folto schieramento di persone incollate saldamente alla loro poltrona che per niente al mondo la lascerebbero.
Tutti gli schieramenti politici parlano, appunto parlano di rinnovamento ma poi nei fatti se ne guardano bene, raramente qualcuno pur capace riesce a passare nella maglia dei “controllori”, deve essere uno proprio bravo o avere un parente nel giro.
Spesso si tramandano da padre in figlio cariche e ruoli, il figlio del sindaco fa il sindaco, il figlio del deputato fa il deputato, il figlio del senatore fa il senatore, il figlio del duce per fortuna non fa il duce!
Dicevamo i giovani sono le speranze del futuro, ma quale film avete visto, in politica se sei un tipo appena un po' sveglio vieni subito “eliminato”, sei troppo pericoloso.
I giovani sono ottimi per attaccare i manifesti, per dare un segnale di rinnovamento, ma nulla di più, devono stare a cuccia, non devono alzare la testa.
Alcuni mesi fa il ministro Giorgia Meloni aveva posto un quesito, come mai uno può ad una certa età essere elettore ma non può essere eletto?
Giorgia Meloni ancora aspetta una risposta e forse non l'avrà mai... qualcuno dice che a 18 anni non hai abbastanza esperienza e saggezza, sarà ma poi gli metti un'auto di grossa cilindrata in mano. A 18 anni puoi votare per la camera ma non puoi votare al il senato e non puoi essere eletto senatore, chi ci capisce bravo... forse vogliono tenersi stretta la poltrona sotto il culo per darla poi ad un loro figlio.
Quante volte abbiamo sentito e detto: largo ai giovani!
Totò diceva, ma mi faccia il piacere...
Ovviamente questa situazione esiste sia a livello nazionale sia a livello locale. Nelle amministrazioni locali, il sindaco dopo due mandati non può più ricandidarsi per ricoprire la stessa carica, deve stare almeno per una legislatura a riposo, ovviamente si fa per dire, può fare il consigliere o l'assessore, il consigliere provinciale, il consigliere regionale, il senatore ecc.
Un ex sindaco può decidere di mettere al posto suo un figlio, un fratello, un cognato o un parente, un suo prescelto e continuare così a governare, a volte ci riesce altre volte no, ma non importa. Continuerà tuttavia a fare il consigliere e restare nella stanza dei bottoni, ha così la possibilità che nessuno vada ad alzare i coperchi delle pentole...
Questo è quello che avviene, cosa dovrebbe accadere invece, i giovani dovrebbero affiancare i politici più anziani nella gestione della cosa pubblica, poi gradualmente i più vecchi dovrebbero lasciare il loro posto, si avrebbe una continuità nel rinnovamento e la città ne avrebbe un sicuro giovamento.
Purtroppo non così, largo a giovani... ma a parole nei fatti chi amministra amminestra!
Sondaggio semiserio sulle scelte del Sindaco Procaccini in merito all'alleanza con Gianfranco Sciscione...
Procaccini ha fatto bene ad allearsi con Sciscione?
domenica 31 ottobre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
Politica terracinese e voto di scambio...
IL voto di scambio è il voto dato regolarmente da un elettore, ma non motivato da scelte politiche frutto di riflessioni sincere e disinteressate, bensì corrotto da qualche tornaconto ricevuto da parte di chi si candida o chi per lui. (Wikipedia)
Detto questo, tutti dicono che la politica è sporca, si dice che chi vuole andare in consiglio comunale lo fa perché deve tutelare i suoi interessi o quelli di qualche suo amico, ecc.
Ebbene se il politico è corrotto è perché ci sono i corruttori, tutti chiedono un posto "al sole", tanti lo ottengono, tanti altri no.
Si dice la politica dovrebbe essere una cosa nobile, ci scandalizziamo per il cosiddetto voto di scambio, credo che tutti noi facciamo il voto di scambio.
Ognuno di noi vota un candidato per lo scambio di: una raccomandazione, un favore, un posto di lavoro, per partito preso o per ideologia, anche in questo caso c'è lo scambio il voto con l'ideologia, altri scambiano il voto con il programma.
Esempio se metto sul programma come priorità il porto, ottengo il voto dalle persone interessate alla cosa, anche in questo caso potremmo parlare di voto di scambio.
In Italia ci sono le lobby, esistono quelle ufficiali e quelle celate, quelle nascoste “producono” politici da piazzare nei vari posti di potere per tutelare ed alimentare i propri affari.
Nella nostra città, per tornare ai fatti nostri, ci sono cartelli elettorali che fanno i propri interessi, alcuni cartelli sono palesi fatti da persone che pubblicamente sono riconoscibili e riconducibili alle loro attività, altri cartelli sono invisibili, non se ne conoscono “i soci”.
Dobbiamo forse stabilire quale dei due tipi sia il più onesto? Forse, ma questa è un'altra storia.
Da una parte ci sono i moralisti che sostengono che certe cose non si fanno e poi magari le fanno, dall'altra ci sono quelli che evidentemente cercano di recuperare il tempo che dedicano alla politica ottenendo favori e profitti per la loro attività.
Questi atteggiamenti sono entrambi da condannare, il problema è che alcuni, quelli che fanno le cose di nascosto vogliono apparire come persone oneste che nulla hanno da nascondere, questi personaggi certamente sono i più pericolosi perché sono più difficili da individuare, credono di essere i più moralisti.
In teoria tutti vogliamo che i politici siano corretti e non corrotti, nella pratica tutti andiamo alla ricerca del privilegio, del favore e, se poi non lo otteniamo ci lamentiamo, se non ci fanno l'assunzione diciamo che quelle fatte sono clientelari, sono i figli dei raccomandati.
Qualche politico nostrano si spinge oltre definendo alcune istituzioni come degli assumifici, sarà forse che non hanno avuto nessuno dei loro protetti in organico?
Le cattive abitudini sono dure a morire, se vogliamo essere moralisti lo dobbiamo essere sempre, dobbiamo sempre rispettare le regole, non possiamo farlo solo quando ci fa comodo, azioni amorali vanno sempre condannate e non solo quando ci fa comodo.
Spesso critichiamo l'operato dei nostri politici, è vero non tutti sono all'altezza del compito che gli è stato affidato dagli elettori, possiamo sempre recuperare all'errore fatto.
A primavera si vota, si iniziano a vedere le prime avvisaglie di apparentamento.
Alcuni votano per necessità, alcuni perché costretti dagli eventi, altri per parentela, altri per amicizia, alcuni votano per ideologia senza guardare alla persona.
Nel caso delle amministrative bisognerebbe lasciare da parte l'appartenenza politica e analizzare il candidato, a volte in modo pregiudiziale viene escluso un aspirante consigliere perché non appartiene al proprio schieramento politico, magari si indirizza il voto altrove per pentirsene il giorno dopo e, magari il “prescelto” fa il salto della quaglia e passa alla concorrenza, alla faccia dell'ideologia.
In conclusione almeno a livello locale, il più pulito ha la rogna... pure quelli che oggi vogliono passare per verginelli della politica, chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Sarebbe il caso di scavare a fondo, sicuramente ne vedremmo delle belle, anzi ne vedremmo delle brutte, almeno abbiano la bontà di stare zitti.
Detto questo, tutti dicono che la politica è sporca, si dice che chi vuole andare in consiglio comunale lo fa perché deve tutelare i suoi interessi o quelli di qualche suo amico, ecc.
Ebbene se il politico è corrotto è perché ci sono i corruttori, tutti chiedono un posto "al sole", tanti lo ottengono, tanti altri no.
Si dice la politica dovrebbe essere una cosa nobile, ci scandalizziamo per il cosiddetto voto di scambio, credo che tutti noi facciamo il voto di scambio.
Ognuno di noi vota un candidato per lo scambio di: una raccomandazione, un favore, un posto di lavoro, per partito preso o per ideologia, anche in questo caso c'è lo scambio il voto con l'ideologia, altri scambiano il voto con il programma.
Esempio se metto sul programma come priorità il porto, ottengo il voto dalle persone interessate alla cosa, anche in questo caso potremmo parlare di voto di scambio.
In Italia ci sono le lobby, esistono quelle ufficiali e quelle celate, quelle nascoste “producono” politici da piazzare nei vari posti di potere per tutelare ed alimentare i propri affari.
Nella nostra città, per tornare ai fatti nostri, ci sono cartelli elettorali che fanno i propri interessi, alcuni cartelli sono palesi fatti da persone che pubblicamente sono riconoscibili e riconducibili alle loro attività, altri cartelli sono invisibili, non se ne conoscono “i soci”.
Dobbiamo forse stabilire quale dei due tipi sia il più onesto? Forse, ma questa è un'altra storia.
Da una parte ci sono i moralisti che sostengono che certe cose non si fanno e poi magari le fanno, dall'altra ci sono quelli che evidentemente cercano di recuperare il tempo che dedicano alla politica ottenendo favori e profitti per la loro attività.
Questi atteggiamenti sono entrambi da condannare, il problema è che alcuni, quelli che fanno le cose di nascosto vogliono apparire come persone oneste che nulla hanno da nascondere, questi personaggi certamente sono i più pericolosi perché sono più difficili da individuare, credono di essere i più moralisti.
In teoria tutti vogliamo che i politici siano corretti e non corrotti, nella pratica tutti andiamo alla ricerca del privilegio, del favore e, se poi non lo otteniamo ci lamentiamo, se non ci fanno l'assunzione diciamo che quelle fatte sono clientelari, sono i figli dei raccomandati.
Qualche politico nostrano si spinge oltre definendo alcune istituzioni come degli assumifici, sarà forse che non hanno avuto nessuno dei loro protetti in organico?
Le cattive abitudini sono dure a morire, se vogliamo essere moralisti lo dobbiamo essere sempre, dobbiamo sempre rispettare le regole, non possiamo farlo solo quando ci fa comodo, azioni amorali vanno sempre condannate e non solo quando ci fa comodo.
Spesso critichiamo l'operato dei nostri politici, è vero non tutti sono all'altezza del compito che gli è stato affidato dagli elettori, possiamo sempre recuperare all'errore fatto.
A primavera si vota, si iniziano a vedere le prime avvisaglie di apparentamento.
Alcuni votano per necessità, alcuni perché costretti dagli eventi, altri per parentela, altri per amicizia, alcuni votano per ideologia senza guardare alla persona.
Nel caso delle amministrative bisognerebbe lasciare da parte l'appartenenza politica e analizzare il candidato, a volte in modo pregiudiziale viene escluso un aspirante consigliere perché non appartiene al proprio schieramento politico, magari si indirizza il voto altrove per pentirsene il giorno dopo e, magari il “prescelto” fa il salto della quaglia e passa alla concorrenza, alla faccia dell'ideologia.
In conclusione almeno a livello locale, il più pulito ha la rogna... pure quelli che oggi vogliono passare per verginelli della politica, chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Sarebbe il caso di scavare a fondo, sicuramente ne vedremmo delle belle, anzi ne vedremmo delle brutte, almeno abbiano la bontà di stare zitti.
mercoledì 27 ottobre 2010
Settimana della Cultura Italiana
Crediamo di fare cosa gradita ai nostri lettori ospitare in questo spazio il lavoro e l'impegno svolto dal comitato di Terracina per Pécs, Capitale della Cultura Europea 2010, tutte le attività mirate alla valorizzazione della nostra città meritano attenzione.
Per questo motivo riportiamo in maniera integrale il comunicato del comitato di Terracina.
“Insieme dal 1996”. È questa la frase che campeggia su Piazza Kossuth ed è questo il concetto che unisce da 14 anni la Città di Pécs alla Città di Terracina. Il 17 Ottobre è terminata “La Settimana della Cultura Italiana” grazie alla quale la nostra città e tutta la provincia di Latina sono state protagoniste assolute nella “Capitale Europea della Cultura 2010”. Un evento grandioso e straordinario che ha permesso a tutto il nostro territorio di essere al centro di un progetto Europeo di grande lustro e dando al nostro territorio visibilità internazionale in una vetrina che ci ha resi estremamente apprezzati dalla città gemellata di Pécs e che ha riempito noi di grande orgoglio rendendoci soddisfatti e ripagandoci di tutto il lavoro svolto nel corso di questi mesi. Numerosi e svariati gli eventi che hanno contraddistinto la presente delegazione Comunale e Provinciale nonché il Comitato di Terracina per Pécs Capitale Europea della Cultura 2010. Il tutto ha avuto inizio lunedì 11 Ottobre con una Conferenza Stampa durante la quale il Coordinatore del Comitato di Terracina, Luca Brusca, alla presenza del Sindaco di Pécs, Pava Zsòlt, e di numerosi giornalisti, ha descritto ed esposto nel dettaglio il Programma della Settimana. Nel corso della conferenza stampa è stata inoltre presentata la statua de “Le Teste del Seminatore”, opera creata dal Maestro Scultore Roberto Andrea Dini e realizzata appositamente per la Settimana Italiana a Pécs. L’opera rappresenta un uomo con due volti, uno con lo sguardo rivolto al passato ed uno rivolto al futuro. Questo è stato il tema portante di tutti gli eventi realizzati ed è con nostro grande orgoglio che l’Uomo simbolo della Bonifica Pontina ci ha rappresentati . Grande successo ha riscosso la Mostra de “Le Città di Fondazione” allestita nel Museo Csontváry. Alla sua inaugurazione, oltre al Sindaco di Pécs, erano presenti il Vescovo della Città, tutte le più alte cariche Comunali e Provinciali Ungheresi e i maggiori Architetti della Città che hanno apprezzato le immagini che ritraevano tutte le costruzioni relative alle Città della Provincia di Latina e Italiane realizzate durante il Ventennio Fascista. Impresa titanica per la costruzione della serra di 240 mq presente in una delle Piazze principali della Città, Piazza Kossuth, all’interno della quale moltissime delle Aziende e Cooperative Agricole che operano nel territorio pontino hanno avuto la possibilità, unica nel suo genere, di esporre e promuovere i loro prodotti di altissima qualità certificata. All’interno della stessa è stato inoltre creato uno spazio dove i professionisti del settore hanno avuto modo di istallare e descrivere innovativi e tecnologici metodi di coltivazione, tra i quali la coltivazione fuori suolo e coltivazione idroponica. Oltre ai migliaia di visitatori, circa 2000 solo nel primo giorno di allestimento, la nostra area espositiva è stata visitata anche da scuole e rappresentanti dei vari settori gastronomici tra i quali i più importanti ristoratori della Città di Pécs.
Certamente questo è stato l’evento che ha destato più stupore e curiosità nella Città, per le immense dimensioni ma anche per l’altissima qualità dei prodotti presentati che i cittadini di Pécs hanno avuto occasione di degustare ed apprezzare. Altro evento di enorme successo è stato il Meeting “Culture is Culture”, Conferenza sulla Cultura dell’Alimentazione, alla quale hanno partecipato Docenti dell’Università di Pécs, la più antica dell’Ungheria, e l’Associazione Medica della Città. Sono intervenuti nella discussione il Prof. Gaito Marco, Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Teramo, il Dott. La Rocca Giuseppe, Agronomo-Ph.D. Facoltà di Economia dell’Università di Cassino, il Prof. Nardi Stefano, Prof. Anatomia Patologica Facoltà di Medicina dell’Università Sapienza di Roma e la Prof.ssa Gubicskònè Kisbenedek Andrea, Facoltà della Sanità Dipartimento di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica dell’Università di Pécs. Durante il meeting, nel confronto fra l’alimentazione del passato e quella moderna, sono emerse tutte le patologie e le cause dovute ad una cattiva alimentazione che si possono prevenire nutrendosi con prodotti di elevata qualità certificata come quelli del nostro territorio. Gli ospiti al termine hanno potuto degustare ed apprezzare i nostri prodotti tipici locali. Per tutta la durata della Settimana Italiana in varie zone della città sono stati presenti stand espositivi e promozionali del territorio pontino. Importante è stata la Convenzione tra la Carta del Cittadino di Pécs, Tukè Card, e la TwinCitiesCard, che permetterà ad ogni cittadino che farà richiesta della Carta Tukè di ricevere gratuitamente la nostra TwinCitiesCard. Questa operazione permetterà così l’ampia diffusione della nostra Carta del Gemellaggi. Non possiamo dirci altro che soddisfatti in pieno per la riuscita dell’evento che ci ha visti impegnati nel corso di quasi tutto il 2010 riscuotendo non solo un enorme successo ma anche la stima da parte di tutta la Città di Pécs. Questo evento straordinario ci ha così permesso di rafforzare ancor di più i nostri rapporti con la Città Gemellata, dando così finalmente inizio ad un nuovo progetto e percorso per i Gemellaggi abbandonando definitivamente la vecchia ed errata idea di percepire i gemellaggi come una spesa inutile ma bensì una grande Opportunità di scambio interculturale, tecnologico e scientifico.
Per questo motivo riportiamo in maniera integrale il comunicato del comitato di Terracina.
martedì 26 ottobre 2010
Scoppia la pace in Consiglio Comunale...

Quella di ieri è una data storica, una di quelle che sicuramente va annotata sul calendario, il 25 ottobre 2010 verrà ricordato come il giorno in cui si è svolto un consiglio comunale “normale”, chi si aspettava il solito teatrino della politica dove elementi della maggioranza e dell'opposizione si sarebbero sfidati all'ultimo insulto sono rimasti delusi.
Il consigliere Cerilli si potrebbe definire come Penelope, ha in almeno su due punti all'O.d.g. trovato il dialogo con la minoranza, il risultato è stato produttivo per entrambi gli schieramenti, ci sono stati per la verità dei momenti dove la “passione politica” pareva volesse prendere il sopravvento, ma poi gli animi si sono tranquillizzati.
Il clima si è scaldato un po' durante l'intervento del consigliere Mazzucco che ha replicato alle accuse che gli sono state rivolte dal sindaco durante l'ultimo consiglio comunale, poi l'aria è tornata serena, Mazzucco ad un certo punto ha abbandonato i lavori e non ha partecipato alle discussioni successive e alle relative votazioni.
Offrire uno spettacolo indecente come quello che si è registrato negli ultimi tempi non è gratificante per la politica, non è gratificante per la città tutta, si possono e si devono avere posizioni diverse sugli argomenti, questo non necessariamente significa andare per forza allo scontro verbale, ogni consigliere ha il diritto di esprimere il suo parere, ha il diritto di votare come credo più opportuno, ha il diritto di replica e ha il dovere di rispettare le opinioni altrui.
Durante il punto che riguardava l'attuale ed il futuro assetto della sanità pontina, ovvero il Piano Polverini, il Pd per voce del suo capogruppo Antonio Bernardi ha presentato una bozza, che successivamente a seguito di alcune modifiche concordate tra maggioranza e opposizione ha trovato l'unità di intesa, dimostrando che su temi seri ed importanti non si può e non si deve mettere l'interesse del partito al primo posto. Prima gli interessi della città, poi quelli del partito politico, deve e dovrebbe essere sempre così.
L'opposizione a prescindere, non necessariamente porta consenso, ci sono degli argomenti che devono essere valutati in maniera oggettiva, occorre lasciare da parte i ruoli e i vecchi rancori, solo in questo modo possiamo sperare di ridare lustro alla nostra città, minoranza e maggioranza devono dimostrare di essere degni rappresentanti del popolo terracinese che li ha delegati alla guida della città. È naturale capire che per i prossimi mesi consigli comunali come quello di ieri devono essere la regola e non l'eccezione, offrire spettacoli indecenti non è bello, non è rispettoso dei ruoli e delle istituzioni, bisogna che ognuno faccia due passi indietro perché uno solo potrebbe non bastare, chi pensa che facendo la voce grossa ottiene più consenso al prossimo turno si sbaglia, la gente giudica le persone per quello che hanno fatto, se uno è convinto del proprio pensiero può benissimo esprimerlo sottovoce, se è interessante verrà ascoltato, la regola più grido, più insulto meglio vengo capito e compreso credo non sia più valida.
Ogni partito politico deve presentare agli elettori un programma e una propria lista e se ciò verrà ritenuto valido verrà premiato, fare affidamento solo su quello che avrebbe dovuto fare questa amministrazione o quelle passate è inutile, è vivere di rimpianti, non necessariamente porta consenso elettorale e quindi voti...
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